Corso per formatore in materia di sicurezza sul lavoro e nei cantieri

Corso su Slides: Corso per consulente e formatore in materia di sicurezza e salute sul lavoro e nei cantieri edili (aggiornato 2016)

400,00 €

Prezzo IVA esclusa

Categoria: Supporti per formatori
Settore: Sicurezza sul lavoro
Giudizio:
3,1 stelle, da 112 giudizi via sondaggio
Disponibilità immediata


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Corso su Slides: CORSO DI FORMAZIONE PER CONSULENTE IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO E NEI CANTIERI EDILI

AI SENSI DELL’ART.31 CO. 3 E ART.6 CO. 8 LETT. M-BIS DEL D.LGS 81/08 E SS.MM. - DECRETO DEL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E DELLA SALUTE DEL 6 MARZO 2013.

Allo stato attuale non esiste nessuna norma che regolamenta i requisiti che devono avere i Professionisti che assumono il ruolo di CONSULENTI PER LA SICUREZZA IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO E NEI CANTIERI EDILI.
E’ ovvio che il Consulente per la Sicurezza è uno specialista esterno all’azienda con la “mission” di migliorare i processi produttivi garantendo adeguata sicurezza e salute dei luoghi e dei posti di lavoro.

 

CONOSCENZE NECESSARIE IN ENTRATA:
I requisiti scolastici richiesti sono Diploma di scuola media superiore e/o Diploma di laurea.

COMPETENZE ACQUISITE:
L’alto livello di competenze acquisite consentirà di implementare efficacemente il Sistema di Gestione della Sicurezza Aziendale con una idonea risposta tecnico-organizzativa che consente di realizzare quanto di cogente è previsto dalla norma avendo cura di non rallentare i processi ma anzi, con il nuovo sistema di controllo di gestione realizzato all’interno delle aziende, garantirsi il successo sul mercato.

CERTIFICAZIONI IN USCITA:
Alla fine del percorso formativo si maturerà l’attestato del corso di formazione per CONSULENTE IN MATERIA DI SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO E CANTIERI EDILI ai sensi dell’art.31 comma 3 e Art. 6 comma 8 lettera m-bis del D.LGS 81/08 E SS.MM..- Decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e della salute del 6 Marzo 2013.

Durata
La durata del percorso formativo è di 64 ore + Verifiche e TEST FINALE.

Obiettivi del corso
Raggiungere alla fine del percorso formativo un’ idonea qualificazione che gli farà assumere un “Ruolo Professionale” di suggeritore di idee ed alternative ai Datori di lavoro portandoli ad affinare le proprie capacità per la risoluzione dei problemi ed incoraggiandoli energicamente ad assumere la responsabilità finale della decisione operativa ed delle azioni da intraprendere.
L’essere esperto di relazioni umane e la capacità di stabilire delle relazioni interpersonali gli conferiranno l’abilità necessaria per riuscire a coinvolgere gli attori principali del sistema sicurezza ad un’autodiagnosi trovando le dovute tecniche di intervento.
Il ruolo del Consulente Sicurezza non è un’attività professionale semplice, anzi presenta aspetti che in funzione di come vengono gestiti consentono di raggiungere o meno gli obiettivi che ci si è prefissi.
Nell’ambito della prevenzione ciò è ancora più difficile, infatti l’argomento non verte quasi mai su aspetti tecnici ben definiti, ma mira a modificare modalità operative e comportamenti, deve cioè agire principalmente sulla componente umana stimolando approcci diversi per modificare le esperienze pregresse.

ATTIVITA’ DEL CONSULENTE SICUREZZA:

Al Consulente per la Sicurezza viene richiesto di supportare l’azienda nell’adeguamento alle norme di legge vigenti, fornendo e integrando le informazioni pertinenti, analizzando le situazioni lavorative, individuando i rischi presenti e indicando le misure di sicurezza da adottare per ovviare agli stessi e così via.
Il Consulente Sicurezza dovrà effettuare un’indagine approfondita, al fine di appurare l’esistenza di eventuali problemi organizzativi con ricadute sulla sicurezza, oppure difficoltà nei flussi comunicativi inerenti le tematiche della sicurezza e non, o, ancora, indicare modelli di comportamento per le aziende al fine di facilitare la soluzione dei problemi e i processi decisionali, etc..
Nel nostro paese, esistono forti resistenze ad affrontare in modo diverso le tematiche della sicurezza e della tutela della salute, dovute per lo più a una mentalità, largamente diffusa, non solo tra il personale delle aziende, ma anche tra tutti gli addetti ai lavori, secondo la quale sono stati sempre privilegiati gli aspetti tecnico-normativi della prevenzione, trascurando quasi completamente gli aspetti organizzativi, gestionali e socio-psicologici.
La maggioranza degli operatori del settore non sono ancora attrezzati, né funzionalmente, né psicologicamente, per assolvere questi compiti, ma soprattutto non possiedono le competenze richieste per gestire il proprio ruolo. Non riesce a emergere una vera funzione di supporto e di consulenza, mentre è proprio su questa nuova interpretazione del ruolo, indirizzata allo sviluppo di capacità non solo tecniche, ma anche organizzative, gestionali e relazionali, che è necessario insistere per la reale integrazione della sicurezza nel processo produttivo.
E’ necessario chiarire che non si sta parlando di un "tuttologo" o del "Consulente universale", in grado di risolvere tutti i problemi di sicurezza di un’azienda, in quanto questa figura non esiste e non esisterà mai proprio per le variabili che caratterizzano qualunque iniziativa riguardante la sicurezza sul lavoro (normotecniche, economiche, comportamentali, organizzative, etc.).
Si sta parlando, invece, di un soggetto o di un organizzazione in grado di assumere un ruolo di "catalizzatore", con alle spalle un back-ground culturale in materia non indifferente, che unisca alla tradizionale formazione tecnica specialistica, anche la capacità di spaziare in altri campi, come ad esempio quello organizzativo, gestionale, comportamentale, ecc., in modo tale da poter individuare i problemi complessi tipici dell’attività di prevenzione e protezione dai rischi.
I Consulenti per la Sicurezza devono, fondamentalmente, possedere la capacità di analizzare e valutare i processi organizzativi per la gestione della sicurezza, di definire i reali bisogni delle imprese individuando le aree di intervento e consigliando le azioni specialistiche da adottare (sull’organizzazione, sui comportamenti, ecc., ovviamente con specialisti in questi campi) nonché supportando le varie figure aziendali nei processi decisionali.
I Consulenti per la Sicurezza devono possedere soprattutto le capacità diagnostiche necessarie per individuare i malfunzionamenti dell’organizzazione dell’impresa aventi ricadute sulla sicurezza e determinare le azione correttive da apportare.
Il ruolo del Consulente Sicurezza non può, quindi, limitarsi a esaudire una domanda formulata da una clientela che, nella maggior parte dei casi, non ha che una parziale visione del problema, ma deve, invece, indirizzarsi verso un’interpretazione del ruolo atta a far percepire e comprendere, alle aziende clienti, le reali dimensioni del problema e le possibilità di intervento.
Deve emergere un ruolo tendente a supportare le imprese clienti nell’individuazione delle soluzioni, facilitandone i processi decisionali e cioè, in definitiva, creando o favorendo l’orientamento a ricercare al proprio interno, ove possibile, le capacità necessarie per comprendere, affrontare e risolvere i problemi connessi alla sicurezza e alla tutela della salute.
Tradurre, anche con supporti specialistici, questi concetti in azioni efficaci nelle aziende è indubbiamente tutt’altro che facile; infatti, basta vedere quanto avvenuto con la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi Aziendale(DVRA) e dei Piani Operativi di Sicurezza(POS).
In molte aziende, a prescindere dalle dimensioni, ci si trova di fronte, principalmente, problemi inerenti i ruoli organizzativi (in genere non chiaramente definiti), insufficienti competenze dei soggetti coinvolti, insufficiente capacità di percezione dei rischi da parte del personale e, soprattutto, insufficienti motivazioni a lavorare in sicurezza.
All’interno dell’azienda tutto il personale, nelle differenti funzioni e ai vari livelli, deve essere coinvolto nell’organizzazione e gestione della sicurezza, mediante la costituzione di gruppi di lavoro, al fine di favorire l’individuazione degli obiettivi; esso deve essere coinvolto nell’individuazione delle azioni da realizzare, singolarmente o collettivamente. Gli obiettivi fissati secondo una ben precisa priorità dovranno, come minimo, consentire di ottenere e mantenere nell’azienda condizioni di sicurezza e tutela della salute, almeno rispondenti alle norme di legge vigenti. La loro realizzazione o non realizzazione dovrà essere controllabile, prevedendo, eventualmente, le azioni correttive in caso di mancato o insufficiente raggiungimento. Una volta fissati, gli obiettivi dovranno essere ampiamente pubblicizzati e diffusi all’interno dell’azienda; ad esempio, un obiettivo potrebbe essere quello di mantenere gli indici di frequenza e gravità dell’azienda un certo valore al di sotto degli indici INAIL dello specifico settore industriale.
Fondamentale risulta poi una chiara ripartizione dei compiti di prevenzione, definendo nel dettaglio le funzioni, le responsabilità e l’autonomia decisoria. Il fine è quello di poter affrontare, in modo efficiente, le problematiche della sicurezza, favorendo, nel contempo, l’integrazione tra le diverse competenze presenti; con questa azione sarà, inoltre, possibile attivare un processo di crescita professionale per i protagonisti, in quanto il chiaro e diretto coinvolgimento nelle attività organizzative e gestionali della sicurezza, porterà ciascuno a considerare la sicurezza e la tutela della salute come elemento essenziale delle proprie funzioni, nell’ambito delle proprie competenze e responsabilità; infine, oltre a motivare il personale, nelle varie funzioni ai differenti livelli, attivando processi partecipativi alle decisioni che riguardano la sicurezza e la salute, sarà possibile ottenere il miglioramento della qualità dei processi comunicativi, essenziali per il buon funzionamento di tutte le strutture organizzative.
Il Consulente per la Sicurezza deve far comprendere all’azienda cliente l’assoluta necessità di intervenire sugli individui, ai vari livelli e nelle differenti funzioni, affinché si sviluppino motivazioni adeguate al raggiungimento degli obiettivi inerenti la sicurezza e la tutela della salute, tenendone conto, ad esempio, nei sistemi di valutazione delle prestazioni, nei piani di sviluppo di carriera, ecc., in modo da far percepire l’impegno concreto dell’azienda su queste problematiche.
Il Consulente per la Sicurezza deve convincere l’azienda cliente che il proprio obiettivo fondamentale deve essere quello di cambiare il "modo di essere" dei propri addetti nei confronti della sicurezza. Ciascun individuo deve essere messo in grado di percepire il problema del cambiamento come un suo problema personale, in quanto gli atteggiamenti e poi i comportamenti possono mutare solo se, accanto all’acquisizione di conoscenze, egli percepisce nuove situazioni e, soprattutto, nuovi valori di riferimento da condividere.
La vera problematica della sicurezza, come parte emersa dell’iceberg, rimane in superficie grazie alla presenza di una parte immersa molto più grande.
Il programma per il miglioramento del livello di sicurezza rischia di rimanere un semplice esercizio didattico se non progressivamente adattato alle dinamiche del processo produttivo.
In altri termini, è fondamentale che il Consulente per la Sicurezza si adoperi affinché si attivi un continuo processo di applicazione e sperimentazione delle misure di sicurezza, in grado di determinare un feedback correttivo sulle modalità di organizzazione e gestione delle attività all’interno dell’azienda. Ciò potrà ottenersi organizzando un sistema di monitoraggio e controllo con la partecipazione di tutto il personale; funzione principale del sistema sarà appunto quella di governare il processo di individuazione, valutazione e controllo dei rischi che si manifestano nei reparti e la successiva adozione di idonee misure di sicurezza e comportamenti adeguati.
Per ogni singolo reparto dovranno essere definiti i criteri da adottare per il controllo della sicurezza nelle relative aree di pertinenza.
Per far sì che questo avvenga è necessario, come detto in precedenza, attivare un continuo processo di informazione, formazione e sensibilizzazione di tutto il personale presente in azienda, in modo tale che esso possa acquisire una maggiore capacità nel percepire i rischi esistenti segnalandone l’esistenza e, soprattutto, sviluppare una maggiore capacità nell’adottare i comportamenti più adatti per prevenirli.
Il Consulente Sicurezza, quindi, dovrà agire in modo tale che l’attività di monitoraggio e controllo venga percepita da tutto il personale dell’azienda come momento di potenziale apprendimento (intervento, colloquio, comprensione del problema e ricerca comune di soluzioni); solo così la funzione di "controllo" potrà evolversi, integrandosi nelle normali procedure di controllo dell’efficienza organizzativa e assumere la funzione di indicatore dell’affidabilità del sistema produttivo azienda, in quanto, è bene ricordarlo, gli infortuni ma anche, più tarde a manifestarsi, le malattie professionali, non sono altro che gli indicatori di un malfunzionamento del sistema organizzativo in cui essi si verificano.

PROGRAMMA DIDATTICO

MODULO 1
  • Le novità introdotte dal D.Lgs 81/08 testo unico. Le figure della sicurezza aziendale.
  • TESTO UNICO
    CORRETTIVO
    RUOLO DL,PR,RLS
MODULO 2 
  • Adempimenti RSPP. La collaborazione dell’RSPP.
  • ADEMPIMENTI RSPP
    Decreto del fare 2013
    Qualificazione formatori
    LUOGHI LAVORO,SEGNALETICA,STRESS, IMPIANTI
    VDT,MMC,RUMORE,VIBRAZIONI
    AGENTI CHIMICI E CANGEROGENI, AMIANTO, ATEX
 
MODULO 3 
  • Accordi stato regioni formazione(Dat.Lav-Lav.) e operatori macchine complesse. Adempimenti D.Lgs 81/08. Il DUVRI. Procedure Ditte esterne. Dovere sicurezza e procedure. Sentenza RSPP.
  • Accordi Stato Regioni formazione(Dat.Lav.-Lav.) e operatori macchine complesse
    ADEMPIMENTI D.L.81/09
    DUVRI D.L.81/08
    PROCEDURE DITTE ESTERNE
    DOVERE DI SICUREZZA E PROCEDURE
 
MODULO 4 
  • Il ruolo del Medico competente. Informazione e formazione artt.36 e 37 del D.Lgs 81/08. Il Libretto formativo.
  • MEDICO COMPETENTE
    INFORMAZIONE E FORMAZIONE
    Informazione UFFICI
    Informazione EDILIZIA
    LIBRETTO FORMATIVO
 
MODULO 5
  • Analisi e valutazione di tutti i rischi. Il Servizio di Prevenzione e Protezione. Le tipologie di rischi.
  • ANALISI RISCHI
    COMPITI SPP
    VALUTAZIONE RISCHI E TIPOLOGIE
 
MODULO 6
  • La tutela assicurativa. Organi di vigilanza. Il libro infortuni. Segnaletica e DPI.
  • TUTELA ASS. E REG.INFORTUNI
    ORGANI VIGILANZA
    SEGNALETICA E DPI
 
MODULO 7
  • Rischio Microclima, illuminazione, posti di lavoro, vdt, mmc, rumore, elettrico, cenni chimico, campi elettromagnetici(D.L.159 del 2016), radiazioni. Rischio chimico e biologico. Geobiologia.
  • MICROCLIMA,ILL.,POSTI LAVORO, ELETT.,..
    CAMPI ELETTROMAGNETICI
    RISCHI CHIMICO E BIOLOGICO
    GEOBIOLOGIA
 
MODULO 8
  • Macchine ed attrezzature di lavoro. Lavori in altezza. Illuminazione di emergenza.
  • MACCHINE E ATTR.
    LAVORI IN ALTEZZA
    ILLUM DI EMERGENZA
 
MODULO 9
  • Antincendio e il D.M. 10.03.98. Porte esodo REI. Rivelatori fumi. Autorimesse. Alberghi. Attività commerciali.
  • ANTINCENDIO
    D.M.10.03.98
    RIVELATORI INCENDIO
    AUTORIMESSE
    ALBERGHI
    ATTIVITA’ COMMERCIALI
 
MODULO 10
  • Il rischio meccanico e la movimentazione meccanica.
  • RISCHIO MECCANICO
    MOVIMENTAZIONE MECCANICA
 
MODULO 11
  • Ergonomia. Gestione della comunicazione efficace. Le riunioni. Lavorare in gruppo. La PNL. Rischi psicosociali.
  • ERGONOMIA
    COMUNICAZIONE EFFICACE
    LE RIUNIONI
    LAVORARE IN GRUPPO
    PNL - PSCOSOCIALI
 
MODULO 12
  • Titolo IV del D.Lgs 81/08. Il Committente. Contenuti minimi dei Piani di sicurezza in edilizia. CCNL edilizia e ruolo degli Organismi Paritetici.
  • TITOLO IV D.LGS 81/08 E LAVORI IN QUOTA
    COMMITTENTE
    ALLEGATO XV:CONTENUTI PIANI SICUREZZA
    CCNL EDILIZIA E OPP
 
MODULO 13
  • L’impresa affidataria. Il DUVRI nei cantieri. Titolo IV D.Lgs 81/08 e LL.PP.. Ponteggi e PiMUS. Cadute dall’alto.
  • IMPRESA AFFIDATARIA
    DUVRI NEI CANTIERI
    TIT.IV D.L81/08 E LL.PP.
    PONTEGGI
    PIMUS
    CADUTE DALL’ALTO
 
MODULO 14
  • Organizzazione cantiere. Realtà operativa PSC e POS. Le modifiche introdotte dal Testo Unico e Correttivo Titolo IV al D.Lgs 494/96 Direttiva Cantieri. Forniture nei cantieri edili. Documentazione di cantiere. Idoneità impresa.
  • ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE APPERSTAMENTI
    REALTA’ OPERATIVA CANTIERE
    MODIFICHE TIT.IV DIRETTIVA CANTIERI
    DOC. DI CANTIERE E IDONEITA’ IMPRESA.-FORNITURE CANTIERE
 
MODULO 15
  • SGSL UNI-INAIL. Rischi di incidente rilev Rischio cancerogeno-amianto. Rischio chimico e alcol. Atex .
  • GESTIONE AZIENDALE
    SGSL UNI-INAIL
    ATEX
    ANALISI RISCHI RILEVANTI
    CANGEROGENO-AMIANTO
 
MODULO 16
  • La consulenza per i Rischi nelle Istituzioni Scolastiche.
  • AMBIENTE SCOLASTICO
    RUOLO DIRIGENTE SCUOLA
    IL DUVRI NELLE SCUOLE
    ANTINCENDIO SCUOLE
Categoria:Supporti per formatori
Settore:Sicurezza sul lavoro
Produzione:QSS
Durata:64 ore
Slide:3150
Composizione:Slides PowerPoint, Programma del Corso e Test con Risposte
Peso spedizione:0,00 KG
Codice:QS0028.16
Disponibilità:Immediata
Prezzo: 400,00 €
IVA:22%
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